Congregazione degli Artieri

Storia della “Congregazione rogazione degli Artieri sotto l’invocazione della Natività di Maria Vergine”

“Processione dei Misteri” del martedì santo animata dalla “Congregazione degli artieri” presso la Chiesa di san Michele a Cagliari

La “Congregazione degli artieri” che annualmente anima la “Processione dei Misteri” del martedì santo, è l’erede di una gloriosa e antica tradizione. Le sue origini vanno ricercate nei primi anni del seicento; dall’alveo delle tipiche associazioni laicali dei Padri della Compagnia di Gesù, le “Congregazioni mariane”, sorte a Roma nel 1569 con una configurazione studentesca. In seguito, dal 1586, fu permessa la nascita di congregazioni anche se non composte da “scolari”. La prima congregazione studentesca cagliaritana è attestata fin dal 1571 nel collegio di S. Croce. Nel 1597 nacque una congregazione “mista”, formata cioè da nobili, cavalieri, mercanti, dottori e comuni cittadini, che successivamente si scisse in due, una formata da nobili ed un’altra di «honestissimis civibus». Nel 1636 troviamo attestata esplicitamente una congregazione di “artificum”. Nel 1649 risultano attestate quattro congregazioni: studenti (Immacolata Concezione), cavalieri (Annunciazione), mercanti (Visitazione) e gli artieri.

Siamo a conoscenza che nel 1649 l’arcivescovo di Cagliari, mons. De La Cabra, autorizzò i congreganti di tutte le quattro congregazioni mariane a svolgere il martedì santo, alle tre del pomeriggio, una “Processione dei misteri” che avrebbe visitato sette chiese che vengono enumerate in un preciso ordine. Nell’anno seguente un testo ARSI precisa che la processione si svolge con sette simulacri (e non, ad es., con semplici immagini). Probabilmente si tratta di una prima modalità che nel corso del tempo verrà perfezionata. Ci spieghiamo così come, il logorio delle primitive statue avesse indotto dott. Francesco Angelo Dessì, (lo stesso benefattore del complesso di S. Michele) a rifinanziare nel 1670 la Processione dei Misteri.

La congregazione degli “artisti” riuniva i “maestri” delle singole attività artigianali, ed ebbe sede nel collegio di S. Croce in Castello, sino alla soppressione della Compagnia nel 1773. Di tutte le varie congregazioni mariane esistenti all’epoca, solo questa sopravvisse, anche se trasferitasi presso i domenicani dal 1774 al 1795, assumendo un diverso nome.

Il 1795 segna un passaggio epocale, perché i congregati («de mas de 300 artesanos») richiesero al vescovo di Cagliari di essere aggregati presso la chiesa di S. Michele, in cui dimoravano ancora gli ex padri gesuiti. Fu così che si trasferirono nella sede dell’antico noviziato gesuitico, rilanciando le loro attività.

Ne fa testo la pubblicazione nel 1797 in lingua sarda delle “Reglas de sa congregazioni de sa natividadi de Maria Virgini fundada in su collegiu de sa Cumpangia de Gesùs de custa ciutadi e ultimamente cambiada a sa domu de Santu Micheli già noviziadu de is gesuitas”.

Contemporaneamente all’arrivo a S. Michele gli artieri riuscirono a ottenere in dotazione le statue della processione dei misteri, che ancora stazionavano a S. Croce. In qualità di unici sopravvissuti delle antiche congregazioni mariane la richiesta fu accettata, i simulacri pervennero a S. Michele, furono arricchiti di nuovi pezzi, ad opera di Antonio Lonis, il più grande scultore sardo del settecento; per cui dal 1798 fu riavviata la “Processione dei misteri” da parte degli Artieri.

Va ascritta invece al 1839 la pubblicazione delle aggiornate “Regole preci e indulgenze della Congregazione della Natività di Maria Vergine. Stabilita in Cagliari presso i Padri della Compagnia di Gesù”.
Dopo la cacciata dei gesuiti del 1848, mentre i locali del noviziato furono destinati ad Ospedale militare, la chiesa di S. Michele restò chiusa al culto per qualche tempo. Fu la Congregazione degli Artisti che ne richiese l’uso, ottenendone poi nel 1852 la piena disponibilità. Della sussistenza della Congregazione in questi locali se ne conservano tracce sia nella Guida della città e dintorni di Cagliari, del 1861, del canonico Spano, sia nella Guida di Cagliari del Corona del 1894.

In seguito col ritorno a Cagliari nel 1910 dei padri gesuiti, assistiamo al loro nuovo inserimento a S. Michele a partire dal 19 agosto 1928. Da questo momento la chiesa fu amministrata dai padri ed i congregati furono nuovamente assistiti dagli antichi maestri. Le attività proseguirono sino al 1968; seguì un periodo di interruzione dal 1969 al 2005.

Frontespizio della Reglas della Congregazione degli Artieri

Nel frattempo, la congregazione nel corso del novecento aveva mutato anche fisionomia giuridica. Nel nuovo ordinamento delle associazioni ecclesiali, considerato lo “scopo esclusivo di culto”, essa divenne a tutti gli effetti una “Associazione pubblica di fedeli”, sottoposta alla giurisdizione dell’ordinario della diocesi di Cagliari, con D.P.R. n. 1195, del 9 ottobre 1951. La sua denominazione è così divenuta: “Congregazione rogazione degli Artieri sotto l’invocazione della Natività di Maria Vergine”.

Fu grazie al p. Francesco Botta, che fu dapprima riavviata nel 2005 la “Processione dei Misteri”; in seguito si decise di richiedere tramite il nuovo assistente ecclesiastico, p. Enrico Deidda, il decreto di rinnovata erezione della Congregazione. Dal 12 febbraio 2007, essa si è dotata di un nuovo Statuto di venti articoli che ne regola l’attuale vita associativa, approvato definitivamente dalla competente autorità ecclesiastica in data 31 luglio 2008.

Da questa data la novella “Congregazione rogazione degli Artieri” opera a S. Michele, presenziando in diverse attività del quartiere di Stampace, in cui oltre agli incontri di formazione mensili ed altre attività sociali, anima la sempre più imponente “Processione dei Misteri” del martedì santo.

Foto di gruppo della Congregazione degli Artieri presso la chiesa di san Michele a Cagliari

Contatti

Priore:     Lorenzo Fadda [tel. 335-1837378]

Assistente ecclesiastico: P. Enrico Deidda [tel. 347-6985308]

Mail:    artierisanmichele@gmail.com